La storia del preservativo

Al giorno d’oggi utilizzare il preservativo è diventata una pratica normalissima, ne esistono di diverse misure e di caratteristiche speciali, in base ai nostri gusti, molti lo ritengono scomodo ma cosa direbbero se scoprissero la vera storia del preservativo?

Il professore Andrea Tone ha raccontato che i primi preservativi derivavano da materiali riciclati che andavano ad avvolgere il membro maschile e questi erano molto scomodi e nella maggior parte dei casi portavano enorme fastidio e prurito.

Il primo in assoluto a parlare di preservativi fu l’italiano Gabriele Falloppio, li descriveva come delle guaine di lino che venivano imbevute di erbe e il loro scopo primario era quello di salvaguardare la salute dell’individuo stesso dalla trasmissione di eventuali malattie infettive.

Attorno al 3.000 a.C. il Re Minosse si trovò di fronte alla morte di una sua amante a causa di una infezione vaginale, dopo questo fatto tutte le amanti del Re utilizzavano delle vesciche di capra inserite all’interno della vagina per salvaguardare la loro salute.

A sua volta il Re Minosse utilizzava una vescica di pesce per evitare di avere troppi figli, questi sono tutti racconti che non hanno un reale fondamento storico.

Anche all’epoca degli antichi Egizi venivano utilizzati degli accessori simili creati con guaine o con fogli di carta imbevuti di olio, teli di lino.

Che materiali venivano utilizzati

Fino ad arrivare attorno al 1800 questi erano fatti con intestini di animali, in quel periodo erano i più resistenti ed economici e in grandi linee riuscivano a contenere la diffusone delle malattie più pericolose dell’epoca.

Verso la metà del 1800 si iniziò ad usare la gomma che veniva posizionata sulla punta del pene ma risultava molto scomoda in quanto si sfilava all’interno della vagina della femmina con conseguente caccia al tesoro per cercare di recuperarla e inoltre il prezzo di questo accessorio era molto elevato.

Per iniziare a vedere i primi prodotti in lattice dobbiamo arrivare attorno al 1920, materiale che viene utilizzato ancora oggi e non solo, viene utilizzato anche per il confezionamento dei sexy toys.

In rete è molto semplice comprare questo accessorio, un tempo la vendita era illegale e si potevano reperire soltanto attraverso il mercato nero e a causa di questo non erano prodotti sicuri e non seguivano nessuna norma di produzione.

Il promotore della legalizzazione del preservativo fu un giudice americano che riuscì nel suo intento di mettere fine alla diffusione della sifilide e della gonorrea che a quel tempo riuscirono a mietere più vittime della stessa guerra mondiale.

A quel punto le industrie produttrici si diedero da fare creando un business colossale, seguendo con gli anni iniziarono ad uscire le varianti come quelli stimolanti, lubrificanti, colorati o profumati.

Il preservativo al giorno d’oggi

Calcolate che ogni anno vengono prodotti oltre 15 miliardi di preservativi con la Malesia in testa come singolo paese produttore con circa tre miliardi l’anno.

Nonostante i mass media e nonostante la sempre più elevata consapevolezza della sicurezza fisica nell’utilizzarlo, molti ragazzi sono ancora restii ad usarlo perché lo considerano altamente scomodo e renda il sesso molto meno piacevole, soltanto nel 2008 le vendite di preservativi sono calate di oltre il 15%.